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I tuoi diritti nella normativa privacy

Da qualche tempo a questa parte avrete sicuramente sentito parlare spesso di Privacy e di GDPR (General Data Protection Regulation), degli obblighi stabiliti per le imprese, delle salate sanzioni; la normativa, implementata ultimamente dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR), ha sancito in maniera ancor più forte rispetto al passato una realtà fondamentale: i nostri diritti.

Siamo tutti ‘interessati’ alla privacy e quali soggetti titolari di dati personali (nome, password, mail) abbiamo il dovere di conoscere come tutelarne la riservatezza.

Il nuovo Regolamento Europeo, entrato in vigore nel maggio 2018, ci dice tutto in soli undici articoli, dal 12 al 23, alla voce: “Diritti dell’interessato”.

Vediamo allora quali sono i diritti che possiamo esercitare per proteggere la nostra privacy.

  1. Diritto all’Informazione – diritto di ottenere informazioni su quali dati sono trattati dal titolare
  2. Diritto all’Accesso – diritto di chiedere ed ottenere in forma intellegibile i dati in possesso del titolare
  3. Diritto di Rettifica – diritto di ottenere l’aggiornamento o la rettifica dei dati conferiti;
  4. Diritto di Cancellazione – diritto di ottenere la cancellazione dei dati in possesso del titolare;
  5. Diritto di Opposizione – diritto ad esercitare l’opposizione al trattamento in tutto o in parte;
  6. Diritto di Revoca – diritto di revocare il consenso in qualsiasi momento;
  7. Diritto di Opposizione ai trattamenti automatizzati – diritto di opporsi ai trattamenti automatizzati e a non essere assoggettati a trattamenti basati esclusivamente su decisioni automatizzate compreso la profilazione;
  8. Diritto di Trasformazione – diritto di chiedere ed ottenere trasformazione in forma anonima dei dati;
  9. Diritto di Blocco – diritto di chiedere ed ottenere il blocco o la limitazione dei dati trattati in violazione di legge e quelli dei quali non è più necessaria la conservazione in relazione agli scopi del trattamento;
  10. Diritto alla portabilità dei dati.

Questo il vademecum da custodire nel cassetto per essere preparati a qualsiasi situazione di impatto o di contatto nei confronti dei titolari dei dati (data controller) detti così per identificare coloro che decidono le finalità dei nostri dati, ad esempio in un contratto di erogazione di servizi o semplicemente in un programma di fidelity card del supermercato sotto casa.

 

Diritto, però, non vuol dire tutela assoluta.

Da qui i quesiti:

I diritti sono esercitabili gratuitamente?

Non sempre gratis: infatti, l’esercizio dei diritti è in linea di massima gratuito: ma spetta comunque al titolare del trattamento (il fornitore del servizio o il supermercato negli esempi portati prima) valutare se la risposta è complessa al punto da dover chiedere un contributo all’interessato, e stabilirne l’ammontare, ma ciò solo se si tratta di richieste manifestamente infondate o eccessive o ripetitive.

I diritti sono esercitabili in via assoluta?

Assolutamente no, i diritti non sono ‘assoluti’: è l’articolo 23 del GDPR a farci capire che la legge consente agli Stati membri di limitare i diritti degli interessati, per diversi motivi, tra cui la sicurezza nazionale e pubblica (in materia di riciclaggio oppure in materia di investigazioni difensive o per l’esercizio del diritto in sede giudiziaria) o per motivi di interesse generale.