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Impariamo ad usare… Google!

Dietro questo titolo apparentemente provocatorio, si nasconde un’incredibile quantità di strumenti messi a disposizione dal motore di ricerca più celebre al mondo.

Google è ormai talmente radicato nella cultura tecnologica degli internauti che lo si tende a considerare la finestra sul mondo digitale per antonomasia.

Tuttavia, pochi sono gli utenti che vanno oltre l’utilizzo basilare del servizio, o che non ne fanno un uso improprio. Quante volte abbiamo assistito a persone che, al posto di digitare l’indirizzo di un sito nell’apposita barra del browser, lo hanno scritto nel campo di ricerca di Google, a volte finendo su una pagina diversa da quella desiderata?

Il motore di ricerca di Mountain View consente di fare molto più che una semplice ricerca in base ad una parola.

Google infatti permette l’utilizzo di operatori, analoghi a quelli che si usano nella logica (AND, OR, NOT e così via), per raffinare i criteri di ricerca. Ci si riferisce all’impiego di queste tecniche con il termine Google Dork.

Esploriamo alcuni semplici esempi.

Se nella barra di Google scriviamo due parole, o per meglio dire due stringhe per entrare nella logica del motore di ricerca, avremo come risultati pagine che contengono entrambe le parole più o meno vicine nel testo. Viene quindi assunto l’operatore AND tra le due parole, ossia: vogliamo cercare SIA questa parola SIA quest’altra.

Ma se si vogliono cercare parole in un preciso ordine o un frammento di un testo di una canzone, bisogna ricorrere alle virgolette. Ad esempio:

“give peace a chance”

Nel caso in cui si cerchi un termine con molti riferimenti possibili, e se ne vogliano escludere alcuni, si può usare l’operatore NOT (simbolo: -), ad esempio:

“black mirror” -netflix (per cercare il videogame e non l’omonima serie su Netflix)

“pomodori verdi fritti” -film (per cercare la ricetta e non il film)

 

Un’altra esigenza può essere quella di ricercare una parola all’interno di un sito che conosciamo a priori; ad esempio vogliamo cercare la parola “atlantide” ma esclusivamente nell’ambito del palinsesto Rai.

La dork del caso sarà:

site:rai.it atlantide

 

Oltre a mostrare siti web come risultati, Google può restituire anche file specifici.

Ad esempio, potremmo aver bisogno di cercare e magari stampare un file PDF ben preciso:

filetype:pdf autodichiarazione

 

Se si vuol ritrovare una pagina con particolari keywords nel titolo, si può usare l’operatore intitle, uno dei più abusati è:

intitle:”index of”

che restituisce pagine che contengono una lista di file e directory.

Nulla vieta di combinare più operatori insieme, ad esempio per cercare file con una particolare estensione all’interno di uno specifico sito:

filetype:pdf site:unich.it

Se l’utilizzo delle dork appare complicato, è possibile richiamare questa pagina:

https://www.google.it/advanced_search

e trovarsi davanti una semplice interfaccia per eseguire le stesse operazioni in modo ancora più intuitivo:

google

Da non sottovalutare il fatto che, a volte, malintenzionati utilizzano queste tecniche avanzate per cercare contenuti che sono stati incidentalmente “esposti” su Google.

E’ compito dei webmasters porre attenzione a questo aspetto, facendo un corretto utilizzo del file robots.txt per istruire i motori di ricerca affinché evitino di includere determinate pagine tra i propri risultati.