Internet dei Sensi e Realtà Aumentata | Blog Micso
Internet dei sensi

Internet dei sensi e Realtà Aumentata

Secondo uno studio a campione condotto da Ericsson (uno dei principali player nel settore ICT) entro il 2030 la trasformazione digitale riguarderà anche i sensi umani permettendoci di vivere esperienze virtuali iperrealistiche e multisensoriali.

Non abbiamo fatto in tempo a uscire dall’Internet delle Cose che senza accorgercene stiamo per essere catapultati nell’internet dei Sensi.

Questo ulteriore passo avanti nella rivoluzione digitale ci permetterà di immergerci nella realtà virtuale e vivere esperienze iperrealistiche.

Come funziona: utilizzando il cervello umano come interfaccia, i dispositivi elettronici dialogheranno con i nostri sensi.

Intrattenimento immersivo e Shopping sono i driver che guidano lo sviluppo di questo nuovo ecosistema che, con molta probabilità, diventerà realtà già nel 2030.

Il punto di accesso a queste esperienze multisensoriali saranno i visori per la realtà aumentata che rappresenteranno il primo di una serie di dispositivi che renderanno sempre meno marcata la distanza tra realtà fisica e realtà digitale. 

Tecnologie capaci di integrare vista, gusto, tatto e udito prenderanno il posto degli Smartphone.

realtà aumentata

Possibili applicazioni della Realtà Aumentata secondo lo studio condotto da Ericsson

  • Basterà pensare a un oggetto o una destinazione per visualizzarli sui visori
  • Sarà possibile comunicare con la mente
  • Nasceranno negozi virtuali dove sarà possibile sfruttare i 5 sensi virtuali per fare acquisti
  • Esisteranno auricolari in grado di tradurre in tempo reale in ogni lingua del mondo con la nostra voce
  • Potremo ingannare il gusto mangiando una cosa e credendo di mangiare altro
  • Sentire tutti gli odori del mondo senza uscire di casa
  • Sentire oggetti che in realtà non stiamo toccando attraverso dispositivi in grado di stimolare i nervi della mano
  • Guardare attraverso i muri
  • Viaggeremo più virtualmente e meno fisicamente
  • Ci cureremo con la telemedicina
  • Lavoreremo da casa
  • Si ridurranno i dispositivi fisici che utilizziamo ora: smartphone, tastiere, mouse a favore dei visori
  • Non esisteranno più le chiavi ma sistemi di chiusura elettronica o con riconoscimento della persona
  • Sarà possibile creare una bolla audio digitale che permetta di ascoltare solo ciò che si vuole, ad esempio su un autobus affollato

Le previsioni dei consumatori su “Internet dei sensi” fanno parte della nona edizione del report “Hot Consumer Trends” di Ericsson, in base ad un sondaggio online condotto a ottobre 2019 tra ‘advanced Internet users’ in 15 città: Bangkok, Delhi, Giacarta, Johannesburg, Londra, Città del Messico, Mosca, New York, San Francisco, San Paolo, Shanghai, Singapore, Stoccolma, Sydney e Tokyo.

Visori VR

I campi di applicazione della realtà virtuale sono immensi.

Attraverso l’utilizzo dei visori ad esempio alcune agenzie immobiliari propongono visite virtuali degli immobili in vendita.

Indossando un visore di realtà virtuale sarà possibile spostarsi all’interno della casa che si vuole acquistare e guardarla a 360°, ingrandendo dettagli.

La fotografia e i video a 360°, ora supportati da YouTube, sono una leva importante per la diffusione della realtà virtuale.

Ricordate Cardboard? Acquisita da Google nel 2015, questa invenzione permette di realizzare con pochi euro una cuffia per la realtà virtuale, utilizzando il proprio smartphone come schermo (mobile VR).

google cardboard
Arriva a casa smontato ed è l’utente a dargli forma.

Un cardboard è foglio di cartone con incavi e intagli che permettono di ripiegarlo su sé stesso e formare il visore a realtà virtuale. Completano il “pacchetto-cardboard” due lenti di plastica biconvesse, delle calamite, un elastico e due strisce di velcro autoadesive da utilizzare per sigillare lo slot per smartphone.

Decisamante economico, con meno di venti euro si può acquistare un visore a realtà virtuale low cost funzionale ed efficiente.

htc proton

Passando alle novità, in occasione della presentazione dei nuovi modelli di visori Vive Cosmos, HTC svela anche Proton, un visore per la realtà aumentata simile ad un paio di (grossi) occhiali da sole. HTC, infatti, punterà su visori dalle dimensioni estremamente contenute.

Immancabile la proposta di Apple: Apple Glass, per i quali l’azienda di Cupertino sta sviluppando un nuovo standard wi-fi iper-performante prerogativa della nuova serie di I-Phone 12.

Beauty e Realtà Aumentata

Come dicevamo, uno dei driver dello sviluppo della Realtà Aumentata è la digitalizzazione dell’esperienza di acquisto. Il settore Beauty, insieme a quello dell’abbigliamento, godranno di nuove opportunità grazie allo sviluppo di queste nuove tecnologie.

Pinterest, ad esempio, ha lanciato Try On, una nuova funzionalità che, insieme a Pinterest Lens, consente di utilizzare la fotocamera dell’app per provare diverse tonalità di rossetto prima di procedere all’acquisto. Tra i marchi aderenti alla nuova iniziativa di Pinterest troviamo importanti brand di cosmetici come Estee Lauder, Sephora, bareMinerals, Neutrogena e marchi appartenenti a L’Oreal come NYX Professional Makeup, YSL Beauté e Lancôme and Urban Decay.

Try On si integrerà automaticamente con la già presente funzione di ricerca per la tonalità della pelle, garantendo dunque un migliore effetto finale.

[…] Abbiamo integrato Try on con la nostra funzione di ricerca per tonalità di pelle: in questo modo, è possibile vedere l’effetto dei colori dei rossetti su incarnati simili al proprio. La cosa davvero interessante è che, a differenza di altre tecnologie di realtà aumentata, con Try on vedrai la tua pelle così com’è, senza l’aggiunta di effetti o filtri particolari. Vogliamo mettere in risalto la bellezza che c’è in ognuno di noi ed è per questo che la nostra tecnologia non distorce la realtà, ma piuttosto ti aiuta a fare acquisti più felici e in linea con la tua personalità. […]

Durante la prova dei diversi tipi di rossetto, sarà inoltre possibile scattare una fotografia da utilizzare come Pin per un acquisto successivo. La funzione Try On per rossetto è attualmente presente negli Stati Uniti ma presto arriverà anche in Italia.

Perso L'Oreal
Perso – Il dispositivo L’Oreal che consente di collegarsi allo smartphone per combinare creme e colori perfettamente abbinate al tono di pelle

Tatto digitale

Gli scienziati hanno sviluppato un sistema che consente alle persone di provare la sensazione del tatto allʼinterno della realtà virtuale, aprendo nuove frontiere dal gaming alla medicina.

Grazie a un nuovo dispositivo creato per essere installato a contatto con la propria pelle, sarà ora possibile trasferire ogni tipo di sensazione tattile dal mondo virtuale al proprio corpo. 

La skin-machine è composta da un foglio elettronico morbido e leggero che si attacca al corpo, che utilizza una combinazione di pressione, vibrazione e movimento per simulare il senso del tatto per gli utenti.

Grazie a questo progetto una madre ha potuto “riabbracciare”, seppur virtualmente, la figlia di 7 anni scomparsa a causa di un male incurabile.

La bambina, di nome Nayeon, si è materializzata nella sua forma digitale davanti agli occhi increduli della madre, che ha trascorso con lei un intero giorno.

Una delle tecnologie più innovative presentata al CES 2020 di Las Vegas è la Teslasuit, una tuta con pantaloni correlati che può trasferire al corpo dell’indossatore sensazioni aptiche naturali sulla base di quello che sta succedendo nell’ambiente riprodotto da un software simulativo o da un gioco. Un sistema di feedback aptico come quello di Teslasuit può convertire un segnale in una sensazione tattile che può essere ricondotto a qualcosa di reale, come un tocco, una scarica, una spinta, o addirittura un pugno ma anche percepire una sensazione di caldo o freddo.

teslasuit
Realizzata grazie a un tessuto “intelligente” che traccia i movimenti e misura il battito cardiaco attraverso piccoli impulsi elettrici

 Il feedback tattile che genera può anche fornire la stimolazione di interi gruppi di muscoli.

Olfatto e Intelligenza Artificiale

L’olfatto è il senso più atavico, è collegato ai nostri istinti primordiali e ci influenza direttamente e nel profondo.

Sarà la sfida più difficile provare a digitalizzarlo.

Per ora la novità per noi degna di nota è Myscent, il primo profumo personalizzato realizzato grazie ai big data.

E’ stato realizzato dalla Maison Tonatto, in particolare da Diletta Tonatto, proprietaria della maison e dottoressa in Sociologia dell’Olfatto presso University College Cork in Irlanda in collaborazione con società di consulenza tecnologica Alan Advantage.

Me, Myscent è il frutto di un lungo lavoro di ricerca e sintetizza, grazie a un innovativo algoritmo, ogni tratto della personalità di ogni utente. In pratica, grazie all’utilizzo dei big data, ogni “identità virtuale”, di aziende, enti e persone, può trasformarsi in un profumo, unico e personalissimo. E completare il passaggio così dal virtuale, al reale.

my scent tonatto
Me, My Scent – Maison Tonatto

Per realizzare questo profumo, ci è voluto oltre un anno di lavoro ed è stato necessario scandagliare il web, tra Instagram, Facebook, foto, messaggi privati, like, pagine visitate, per raccogliere tutte le informazioni possibili.

Informazioni grezze, che transitano ogni giorno sul web e che è stato necessario poi “piegare” alle proprie esigenze. «Grazie all’algoritmo – continua – la traccia digitale si trasforma in traccia olfattiva». L’algoritmo infatti processa 5 tratti principali e 7 valori secondari. Analizzando risultati e valori e incrociandoli tra loro, è possibile associare ad ogni tratto di personalità una precisa essenza. 

«Le varie note olfattive, miscelate nelle percentuali calcolate dall’algoritmo, danno vita ad un profumo unico – precisa Tonatto – il primo profumo estratto dai big data e dai digital data».

Tra qualche anno, sfruttando il potere dell’intelligenza artificiale, potremo essere dotati di computer, o meglio “nasi digitali”, in grado di sviluppare profumi. Ci lavora anche IBM, che ha realizzato un algoritmo, Philyra, in grado di studiare le formule delle fragranze esistenti e combinarle con altri set di dati, come la geografia e l’età dei clienti. Questo algoritmo potrà sviluppare nuovi profumi destinati a segmenti di mercato molto specifici.

philyra ibm
Le fragranze create da IBM, attraverso l’algoritmo Philyra

È presto per immaginare prodotti del genere diffusi su larga scala ma queste sperimentazioni hanno aperto una finestra sul futuro e sulle sue possibili evoluzioni. Riappropriandoci della nostra identità digitale potremo forse realizzare un profumo tagliato su misura per noi. O magari potremmo scoprire che non ci assomiglia affatto e che quello che comunichiamo attraverso i social non è realmente ciò che siamo, ma solo la proiezione di ciò che vorremmo apparire agli occhi degli altri.

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