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Perimetro Sicurezza Nazionale Cibernetica

Dal 23 giugno prossimo inizierà il banco di prova semestrale per verificare la solidità del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica definito sulla base del D.L n. 105 di settembre 2019. Da questa prima applicazione sarà possibile valutare gli aspetti che meritano ulteriori approfondimenti e il grado di cooperazione da parte dei soggetti coinvolti. Nel frattempo, si fa strada la proposta di istituire una Agenzia per la cyber security, la cui necessità è stata ribadita anche dal Prefetto Franco Gabrielli, responsabile della Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica.

Roberto Baldoni, vicedirettore generale del Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza della Repubblica (DIS), nel suo intervento alla conferenza italiana sulla cybersecurity ITASEC, ha sottolineato l’importanza dei sei mesi di prova per valutare l’efficacia delle azioni di notifica relative agli incidenti informatici presenti all’interno del DPCM2 del 01/09/2020 prima del dispiegamento dello stesso nella sua interezza a partire dal 1° gennaio.

I cinque decreti attuativi del perimetro 

Il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica prevede cinque decreti attuativi volti a definire un quadro normativo di sicurezza nazionale che permetta al Sistema Paese, nel suo complesso, “di entrare all’interno di un nuovo livello di protezione da minacce cyber basato sulla continua gestione del rischio” come dichiarato dal vicedirettore del

DPCM n. 131/2020

Il decreto ministeriale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 ottobre 2020, stabilisce i metodi e i criteri per l’identificazione di enti e asset parte del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica. Le categorie dei destinatari del PSNC sono i soggetti che esercitano una funzione essenziale dello Stato o i soggetti che prestano un servizio essenziale per gli interessi dello Stato. 

A oggi, ai soggetti governativi si aggiungono quelli pubblici o privati che operano nei settori dell’interno, della difesa, dello spazio e aerospazio, dell’energia, delle telecomunicazioni, dell’economia e finanza, dei trasporti, dei servizi digitali, delle tecnologie critiche, degli enti previdenziali e del lavoro.

Tuttavia, il PSNC potrebbe essere ampliato e comprendere, ad esempio, settori quali la sanità e/o centri di ricerca come sottolineato dal numero due del DIS durante la conferenza ITASEC.

Inoltre, all’interno del decreto ministeriale sono definiti i criteri per l’identificazione delle reti e dei sistemi informativi degli asset ICT o beni ICT che gestiscono queste funzioni o servizi essenziali. 

DPCM2 01/09/2020

Al momento le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno approvato ill decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che tratta le notifiche e le misure di sicurezza in caso di incidenti informatici. Il DPCM dovrebbe essere

pubblicato nel mese di maggio in Gazzetta Ufficiale ha dichiarato il Vice Direttore del DIS prima di dettagliare la differenza tra le due tipologie di incidenti:

Incidenti aventi evidenza pubblica. Tale scenario prevede che l’operatore dispone di 60 minuti per notificare l’incidente allo CSIRT nazionale che può a sua volta informare altri soggetti che potrebbero essere impattati dal medesimo incidente.

Altri incidenti informatici devono essere comunicati allo CSIRT entro 6 ore dal momento in cui l’organizzazione viene a conoscenza dell’evento critico. 

Gli operatori che non rispetteranno le tempistiche e le procedure definite nel DPCM2 sono a rischio sanzione. Tuttavia, le sanzioni sono sospese fino al 1° gennaio 2022. 

Inoltre, a partire dal 23 giugno, gli operatori dovranno predisporre misure di sicurezza organizzative tra le quali, come dichiarato dal numero due del DIS, nominare un responsabile delle notifiche allo CSIRT. Per le misure non organizzative è previsto un periodo massimo di 24 mesi.

DPR 24/07/2020

Il decreto del Presidente della Repubblica, in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nel mese di aprile, abilita la concreta realizzazione di quanto previsto per il CVCN (Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale) con i due Centri di Valutazione di Interno e Difesa.

A questi faranno riferimento i laboratori di valutazione che dovranno seguire le procedure di accreditamento rispetto al CVCN definite all’interno del DPCM4.

DPCM3 01/11/2020

Il DPCM, in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale a giugno 2021, prevederà l’identificazione dei prodotti da sottoporre al Technology screening.

DPCM4 08/03/2021 – Tech screening laboratory accreditation:

Il DPCM, in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ad agosto 2021, prevederà l’identificazione delle regole di accreditamento per quanto riguarda i laboratori accreditati di prova che potranno effettuare screening di tecnologie. 

È tutto pronto davvero per una forma nuova di sicurezza che vivrà la stagione più importante e delicata in un’era totalmente votata al digitale.